PinkeNero, con Bea Buozzi e Paolo Roversi

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Questo post è per raccontare una splendida serata a cui sono stata invitata da una cara amica di ShoeAdvisor, la scrittrice Bea Buozzi, autrice della Trilogia dei Tacchi.

All’Hotel Manin di Milano, in occasione della serata PinkeNero, Bea e il marito Paolo Roversi hanno presentato, in un’atmosfera festiva e glamour, le rispettive creazioni: Bea la sua pink-issima “Trilogia dei tacchi” e Paolo il dittico noir “Milano Criminale”.

Com’è andata? E che rapporto hanno il PINK e il NERO? Ecco il racconto scritto dalla mitica penna di Bea, lascio la parola a lei! E grazie ancora! ;)

Valeria

“Tra moglie e marito abbiamo messo il libro”, si scherza a casa mutuando il celebre proverbio. In realtà ne abbiamo sono cinque negli ultimi mesi. Gialli e rosa, visto che siamo una famiglia cromaticamente assortita. Paolo (ndr Roversi), è un giallista affermato e il dittico “La città rossa”, costituito da Milano Criminale (riedizione del 2011) e Solo il tempo di morire (fresco di stampa e finalista al bancarella), ne è una conferma. Io vedo la vita totalmente in rosa e tacco alto. Ragion per cui dopo Chi dice donna dice tacco, approdata a Mondadori ho proposto una trilogia interamente basata sulle scarpe e dedicata ai più grandi stilisti del settore.

Così è andata alle stampe “La trilogia dei tacchi” costituita da Matta per Manolo (ovviamente dedicato a Manolo Blahnik), Tutte Choo per terra (dedicato a Jimmy Choo) e La vita è una Loubou meravigliosa (ispirato al guru delle suole rosse Louboutin). Mi sono divertita a raccontare la vita di tre Cenerentole metropolitane (vivono a Milano in un palazzo di Corso Buenos Aires, che è poi l’arteria commerciale meneghina) e le loro vicissitudini per incontrare il principe azzurro. A corollario delle tre protagoniste dei bizzarri condomini, da Ettore il portinaio poeta convinto di trovarsi all’interno di un reality, a Ivanna, l’inqueilina del sottotetto che riceve su appuntamento, a Ernesto, “ascensor sempre in arresto”.

Quindi, io e Paolo, siamo cromaticamente e narrativamente quanto di più diverso possa esistere all’interno del panorama letterario ed è per questo che abbiamo deciso di unirci per una sera, all’evento PinkeNero che si è tenuto lo scorso Aprile presso l’Hotel Manin (hotel amato dagli scrittori in cui hanno soggiornato penne del calibri di Indro Montanelli, i Lars Kepler e anche la mia amata Sophie Kinsella), rispondendo alle domande di giornalisti e curiosi.

In merito alla tua domanda sul rapporto tra il rosa e il nero, posso dirti che l’interazione quando scriviamo è ridotta ai minimi termini. Io scrivo a letto e lui in salotto. Accade che ci si confronti su un nome o un dubbio. Quando succede ci troviamo in cucina, che è il nostro campo neutro, stappiamo una bottiglia e, dopo il brindisi, ragioniamo insieme.

Una creatura in comune (al netto delle nostre due caviette Stella e Panzanella) ce l’abbiamo: è “Twelve” (Fabbri) un romanzo YA, uscito la scorsa estate. Il protagonista sono Abel e Leonor, due ragazzi con un trascorso oscuro e le due voci narranti sono le nostre.

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Bea Buozzi e Paolo Roversi: #pinkenero

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